Il futuro sostenibile del design innovativo secondo lo studio Progetto CMR

Fondata nel 1994 da Massimo Roj, la società Progetto CMR si è affermata come uno dei principali punti di riferimento nel panorama internazionale dell’architettura e del design rimanendo sempre fedele al proprio credo: il cliente prima di tutto.

Specializzato nella progettazione integrata, lo studio nasce con l’obiettivo di creare spazi flessibili, efficienti ed ecosostenibili e figura dal 2010 tra i primi 100 studi di progettazione al mondo nella classifica BD World Architecture.

Progetto CMR oggi conta 12 sedi in tutto il mondo e un team di oltre 150 professionisti, in grado di affrontare progetti articolati e innovativi con un metodo multidisciplinare che unisce la competenza tecnica a un approccio sperimentale.

La divisione Design di Progetto CMR, guidata da Giovanni Giacobone e Matteo Colombo, si distingue per la capacità di creare prodotti per la casa e l’ufficio che rappresentano l’incontro perfetto tra design, funzionalità, tecnologia e sostenibilità.

Una delle collaborazioni che incarna al meglio la filosofia di Progetto CMR è quella con Frezza per il sistema d’arredo per l’ufficio operativo Be.1, dal design minimalista e all’avanguardia. La sinergia tra prestazioni di alto livello, ecosostenibilità e creatività non convenzionale che caratterizza i progetti di Studio CMR risponde alle esigenze di un mercato sempre più attento all’equilibrio tra consapevolezza ambientale e funzionalità: “Una progettazione responsabile deve innanzitutto guardare alla soddisfazione di bisogni reali delle persone e a incrementarne lo stato di benessere, energia e vitalità”.

Abbiamo intervistato lo studio Progetto CMR per approfondire alcune tematiche attuali, come l’evoluzione del design moderno verso un equilibrio tra sostenibilità e qualità della vita, analizzando gli ostacoli e le opportunità che questo approccio implica.

Dalle loro parole emerge chiaramente come sia possibile coniugare innovazione e sostenibilità, dimostrando che un approccio creativo e al contempo responsabile può fare la differenza. Con un occhio di riguardo nei confronti dell’impatto ambientale, i valori e i principi dello studio testimoniano come l’architettura e il design possano contribuire a costruire un domani più consapevole.

  • Come viene reinterpretato il design in funzione dei nuovi stili di vita odierni e delle scelte di consumo sostenibile?

    Il design contemporaneo è certamente improntato sulla lettura di uno stile di vita in evoluzione, basato sempre più su scelte di consumo sostenibile. Le nuove generazioni osservano qualsiasi artefatto umano, dal prodotto di serie allo spazio progettato, con uno sguardo più attento e ampio, non fermandosi solo all’estetica e alla funzionalità, ma guardando anche alla sostenibilità, all’etica e al beneficio recato agli utenti.
    Nel design per le generazioni future, questo approccio implica l’uso di materiali sostenibili, processi produttivi eco-compatibili, e soluzioni, anche tecnologiche, che riducano i consumi e gli sprechi, promuovendo la durabilità e il riutilizzo. Prodotti che siano dunque certamente belli, funzionali, ma che rispettino l’ambiente e le comunità, contribuendo a uno stile di vita più sano e responsabile.

  • Oggi chi progetta prodotti e servizi deve percorrere la strada della neutralità climatica e della sostenibilità. Quali sono le opportunità e quali gli ostacoli in questo percorso?

    Le opportunità che questo nuovo approccio al mercato ci offre sono significative: obiettivi ambiziosi come la neutralità climatica e la sostenibilità totale, sono il motore in grado di alimentare una continua ricerca di soluzioni innovative in termini di materiali, di tecnologie, di processi e logistica, di indurre comportamenti virtuosi, o addirittura di spingerci alla creazione di nuovi mercati. È altrettanto evidente che non mancano gli ostacoli da superare, tra cui i costi iniziali elevati per lo sviluppo di soluzioni sostenibili, la resistenza al cambiamento da parte di molte aziende e la necessità di un aggiornamento costante delle proprie competenze richiesto ai designer stessi. Anche dal punto di vista delle imprese, le normative ambientali in continua evoluzione possono rappresentare una sfida nel mantenere la conformità e implementare pratiche sostenibili.

  • Come evolve la progettazione in ottica di ecodesign?

    Una progettazione responsabile deve innanzitutto guardare alla soddisfazione di bisogni reali delle persone e a incrementarne lo stato di benessere, energia e vitalità. Ritengo che l’induzione di bisogni a fini commerciali, che produce la proliferazione di oggetti e spazi di fatto non funzionali a se stessi, possa considerarsi il primo vero nemico della sostenibilità: un prodotto inutile ed effimero è infatti uno spreco di risorse, naturali e non solo, il cui impatto sul nostro ecosistema non può essere che negativo.
    Ciò premesso, anche la progettazione di un prodotto virtuoso e, in senso lato, utile al nostro mondo, deve necessariamente evolvere verso un approccio sempre più eco-intelligente, integrando nel progetto criteri di sostenibilità in ogni fase del ciclo di vita del prodotto. Non solo dunque l’impiego di materie prime a basso impatto ambientale, quali ad esempio materiali rinnovabili, di recupero, o ricavati da residui dello stesso processo industriale, ma anche la progettazione di strategie produttive e logistiche volte alla minimizzazione dei consumi energetici, l’adozione di processi produttivi il più possibile puliti, e la ricerca soluzioni per prodotti il più possibile duraturi, reimpiegabili o riciclabili, per ridurre al minimo i rifiuti e ridurre gli sprechi.

  • Il nuovo Regolamento Ecodesign recentemente approvato detta le linee guida dell’eco-progettazione: quali criteri sono stati considerati in questo progetto? (Es. Durabilità, materiali etc)

    Il nuovo Regolamento Ecodesign è parte del più ampio Green Deal europeo, un’iniziativa che mira a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Il regolamento stabilisce per la prima volta un set di criteri e requisiti specifici per la progettazione eco-compatibile di una vasta gamma di prodotti, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Parametri precisi riguardano l’uso di materiali sostenibili, la riduzione delle sostanze nocive, l’incremento di durabilità, riparabilità e riciclabilità dei prodotti.
    Altri criteri considerati sono l’efficienza energetica, con ad esempio l’obbligo per apparati elettronici di una modalità energy saving, l’adozione di imballi sostenibili e un corredo informativo per una corretta gestione dei rifiuti. Gli Stati membri dell’Unione Europea sono responsabili dell’applicazione delle normative e possono stabilire ulteriori requisiti a livello nazionale per rafforzare la sostenibilità dei prodotti sul loro mercato.

  • Ecoprogettare significa ridurre l’impatto dei prodotti immessi sul mercato e considerarne l’intero ciclo di vita. Il ruolo del designer è sempre più centrale nella transizione sostenibile delle aziende: come viene percepita questa responsabilità?

    La responsabilità che il designer porta con sé si fonda sulla consapevolezza di poter creare un futuro migliore per le persone: ogni oggetto, ogni spazio che progettiamo nasce per restare, e produce un effetto sull’utilizzatore che ci impone, in ogni fase del progetto, riflessioni non solo estetico-funzionali, ma anche etiche, sociali, economiche ed evidentemente ambientali. Certo quando la posta in gioco è la sopravvivenza del pianeta la pressione in qualche modo aumenta: in questo senso la creazione di nuovi riferimenti normativi rappresenta per il designer un ulteriore e valido punto di riferimento a cui guardare, un’opportunità per poter operare con maggior precisione ed efficacia nella direzione di un design eco-friendly.
    Un’arma in più per cogliere nuove opportunità e focalizzare il pensiero verso un cambiamento virtuoso, per guidare l’innovazione verso soluzioni più ecologiche e sostenibili, supportare l’industria verso l’adozione di pratiche aziendali etiche, e stimolare nei consumatori un comportamento responsabile.