Il mondo del lavoro si sta orientando verso organizzazioni sempre più piatte: la gerarchia permane ma è decisamente meno rigida rispetto al passato. Il risultato è una relazione più diretta tra manager e collaboratori, in cui le discussioni sono trasparenti e l’approccio più fluido.
In questi ambienti di lavoro le informazioni e le competenze si diffondono più velocemente, permettendo un’accelerazione della crescita individuale e del team. Il risultato evidente è una maggior flessibilità nei ruoli e nelle attività, ma per tradursi in un effettivo vantaggio competitivo è necessario che ci sia una reciprocità nelle comunicazioni.
Per le aziende è importante sviluppare nei collaboratori i comportamenti che consentono di realizzare le strategie e raggiungere gli obiettivi nel rispetto di una logica etica e di valori umani, sociali ed economici.
Laddove esistano i presupposti culturali aziendali entra in gioco l’upward feedback, uno strumento che potremmo tradurre in Italiano come “feedback ai superiori”. Il concetto è semplice: affinché un’azienda funzioni al meglio, è necessario che i manager ricevano critiche e consigli non solo dai loro superiori, ma anche dai collaboratori di un livello gerarchicamente più basso.
Questo tipo di comunicazione e di approccio diventa una leva di crescita estremamente importante, poiché può fornire ai supervisori una visione più ampia delle attività, mettere in luce alcune criticità “nascoste” nella routine delle operatività o migliorare le relazioni tra i colleghi.
L’upward feedback dev’essere una critica costruttiva senza paure o eccessi di emotività, e deve avvenire nei luoghi e nei momenti più adeguati, in base alle dimensioni, ruoli ed entità dell’azienda.
Ecco alcuni consigli.
Quando condividere consigli e critiche con il manager?
Le organizzazioni più strutturate prevedono delle performance review a cadenza regolare: questi momenti non sono sicuramente la sede adeguata ad affrontare questi temi. Allo stesso modo è meglio evitare di muovere critiche durante i team meeting, fuori dal lavoro o in presenza di clienti e fornitori. La modalità più opportuna prevede delle piccole riunioni private, da organizzare secondo il calendario condiviso (meglio se poco prima o poco dopo una riunione), ma dipende dal tipo di relazione che si è instaurata nel tempo tra collaboratori e responsabile. Se il supervisore non appare sufficientemente aperto allo scambio, è preferibile valutare la situazione in termini di costi e benefici.Alcuni consigli per un upward feedback positivo
La relazione è salda e il manager ricettivo? Ecco cosa ricordarsi.- Sii trasparente e professionale. Non lasciarti travolgere dalle emozioni, parlando magari troppo, ma cerca di esprimere tutte le perplessità e/o le critiche in maniera chiara. La parola chiave è onestà.
- Arriva velocemente al punto. Girare attorno ai problemi rischia di creare confusione, portando a fraintendimenti tra le parti.
- Aggiungi feedback positivi alle critiche. Non si tratta di “assecondare il capo”, ma di essere gentili.
- Porta soluzioni, non solo problemi. Hai già in mente come risolvere una criticità o sai chi potrebbe essere d’aiuto? Riferisci queste informazioni, per dare maggior valore al tuo feedback. Solo in questo modo si tratterà di una vera critica costruttiva.